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Secure Boot, il cavallo di Troia di Linux Foundation

La fondazione del kernel FOSS propone una nuova - e potenzialmente definitiva - soluzione al "problema" Secure Boot, un sistema di autenticazione che permetterà di fare il boot da qualsiasi sistema operativo non firmato digitalmente. Roma - Linux Foundation torna sulla questione Secure Boot, la discussa funzionalità di protezione del processo di boot del sistema operativo che Microsoft intende imporre all'industria informatica con la commercializzazione di Windows 8. La soluzione al problema del bootloader autenticato, dice la fondazione, è un pre-bootloader autenticato. L'industria IT - e in particolare la community FOSS - discute da mesi su Secure Boot, sulle implicazioni della nuova funzionalità sul mercato dei sistemi operativi "alternativi" e soprattutto di quelli basati su Linux ma senza un'organizzazione abbastanza visibile da avere voce in capitolo sulla questione. Aziende commerciali come Canonical e Red Hat hanno infatti già proposto le loro rispettive soluzioni all'obbligo di firmare digitalmente il bootloader affinché un sistema operativo diverso da Windows 8 possa avviarsi quando la funzionalità Secure Boot è stata attivata da BIOS/firmware UEFI, e ora la soluzione di Linux Foundation arriva a fornire una "scappatoia" a tutti gli altri. L'organizzazione che tutela il Pinguino ha infatti annunciato una soluzione che, nei fatti, dovrebbe permettere all'ecosistema open source di convivere senza problemi con le restrizioni di Secure Boot e di Windows 8, e cioè un ambiente di pre-boot firmato digitalmente con una chiave concessa da Microsoft. Il compito di questo pre-bootloader sarà avvertire l'utente, chiedendo il consenso prima di procedere e passare il controllo della macchina al bootloader di un sistema operativo qualsiasi: DOS, FreeDOS, ReactOS e distribuzioni Linux "minori" con o senza certificazioni, con il pre-bootloader di Linux Foundation qualunque OS potrà partire senza necessità di curarsi di Secure Boot o delle firme digitali di Microsoft. Anticipando Secure Boot sul tempo. L'obbligo di chiedere il consenso dell'utente rappresenta l'assicurazione che sistemi operativi "malevoli" non potranno prendere il controllo del PC in maniera indiretta.

Microsoft Secure Boot al tappeto grazie a Linux Foundation

La Linux Foundation è pronta a rendere Linux compatibile con il Secure Boot, eliminando uno dei grandi spauracchi per la comunità open source e la diffusione del software libero. Questa tecnologia, che sarà presente su tutti i PC dotati di logo Windows 8, è stata pensata da Microsoft per migliorare la sicurezza in ambito PC. In sostanza il firmware UEFI di ogni nuovo sistema possiederà una particolare firma digitale. Qualsiasi software che vorrà avviarsi insieme al computer, come nel caso di un sistema operativo, dovrà essere dotato del particolare certificato crittografico, altrimenti non funzionerà.
Benché Secure Boot si possa disabilitare, la paura degli utenti Linux è che tale funzione renderà più difficile il corretto avvio di sistemi operativi differenti di quello di Microsoft. Il guru Richard Stallman la vede come una soluzione "illegale", mentre Linus Torvalds non è della stessa opinione. Ecco quindi scendere in campo la Linux Foundation, che sul proprio sito web ha annunciato l'intenzione di offrire una soluzione generale al problema. Il gruppo ha realizzato un pre-bootloader (di cui ha già distribuito il codice sorgente) che non avvierà alcun sistema operativo, ma invece trasferirà il controllo a qualsiasi altro bootloader - firmato o no - in modo che possa avviare un sistema operativo. Per evitare che il Secure Boot intervenga, il bootloader della Linux Foundation presenterà la propria "splash screen" e richiederà all'utente un input prima di procedere con la sequenza di avvio. In questo modo, non potrà essere installato in modo silenzioso e usato per trasferire il controllo a un rootkit all'insaputa dell'utente. "Questo pre-bootloader può essere usato per avviare un installer da CD/DVD, una distribuzione da LiveCD o persino avviare un sistema operativo installato in modalità sicura per qualsiasi distribuzione che sceglie di usarlo. Il processo per ottenere una firma Microsoft richiederà un po', ma quando sarà completo, il pre-bootloader sarà inserito sul sito della Linux Foundation per essere scaricato e usato da chiunque". Come abbiamo visto in passato, gli sviluppatori di grandi distribuzioni (ad esempio SUSE Linux e Ubuntu) stavano già lavorando su una propria soluzione al "problema". L'intervento della Linux Foundation potrebbe essere utile a tante distribuzioni minori e non solo. Insomma, probabilmente il mondo open non risentirà di questa nuova misura di sicurezza, anche se la soluzione è solo temporanea in attesa che si trovi qualcosa di più efficace e meno complesso.