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Steam per Linux, accesso pubblico entro il 21 dicembre

Nella mailing list della beta di Steam per Linux è arrivata la comunicazione, da parte di Valve, che la beta privata di Steam ha raggiunto la maturazione necessaria per essere rilasciata come beta pubblica e si annuncia che entro il 21 dicembre sarà concesso l’accesso alla beta a chiunque lo voglia.

Dunque, se eravate impazienti di poter giocare ai vostri titoli di Steam sulla vostra installazione di Linux, dalla prossima settimana potrete sbizzarrirvi nelle sessioni di gioco con i 36 titoli disponibili per il sistema del pinguino. Ad esempio se avete acquistato dei titolo durante i vari Humble Indie Bundle potrete attivare le chiavi di Steam che vi sono state fornite dopo l’acquisto e dopo un rapido download sarete pronti a giocare.

Se avete problemi con alcuni giochi potete rivolgervi alla comunità direttamente del forum di Steam oppure potete visionare l’ottima pagina sul Wiki di Arch Linux dedicata a Steam per Linux.

Stallman: Ubuntu è uno spyware

Il fondatore del movimento per il software libero critica aspramente le ultime mosse cloud-centriche e spara-advertising di Canonical: a suo dire trasformano Ubuntu in un OS non migliore del peggiore Windows

Le recenti scelte tecnologiche di Canonical per Ubuntu trasformerebbero il popolare sistema operativo basato su Linux in un vero e proprio spyware: a dirlo è Richard Stallman, che unisce la propria voce al coro di critiche contro l'advertising e la ricerca "universale" (offline + online) integrati nell'ultima release dell'OS open source.

Stando alle parole del fondatore di Free Software Foundation, la funzionalità di "home-phoning" usata da Canonical per processare le ricerche di file sui propri server è esattamente come la "prima pratica di sorveglianza" con cui sia venuto in contatto su Windows.

L'advertising? È il problema minore, dice Stallman: la questione principale sarebbe lo "spionaggio" insito nella ricerca universale dell'ultima versione di Ubuntu, una questione su cui non si potrebbero concedere attenuanti. Poco importerebbe che Canonical sostenga di tenersi i log delle ricerche per sé, senza passarli ad Amazon.

E la giustificazione del fatto che i ricavi provenienti dall'advertising Amazon contribuiscano a scrivere codice FOSS di qualità? Anche questa è "inadeguata", dice Stallman, perché qualunque vantaggio "non regge il paragone con quello che il software libero perderà se cesserà di offrire un modo efficace per impedire l'abuso dei suoi utenti".

La soluzione, secondo Stallman, non può che essere draconiana: Ubuntu andrebbe cancellato dalle raccomandazioni di associazioni, organizzazioni e gruppi di promozione del movimento FOSS, così come andrebbe diffusa la nozione che l'OS è un "appestato" che va evitato perché spia i suoi utenti.

Le parole di Stallman ricevono una risposta a stretto giro di blog dal "Community Manager" di Ubuntu: per Jono Bacon il vate del free software usa le parole per "generare paura, incertezza e dubbio" (FUD) su Ubuntu e sono "infantili". La risposta "ufficiale" di Canonical deve ancora arrivare.

Kernel Linux 3.7 guarda con interesse ai SoC ARM

Con il rilascio della prossima release 3.7 del Kernel Linux si assisterà a una nuova e interessante svolta, infatti a partire da tale versione verrà garantito il supporto multiplo a più processori ARM. Già oggi Linux può essere utilizzato su soluzioni con tecnologia ARM ma il percorso in tal senso, e in particolare il lavoro degli sviluppatori è assai arduo; lo stesso Linus(x) Torvalds ha definito il problema come "una bella rogna".

L'attuale situazione è molto frammentata e l'implementazione di una piattaforma prevede da parte dei singoli produttori la realizzazione di codice che viene appeso al kernel ufficiale: il risultato è che a fronte di ogni rilascio del kernel si hanno 70.000 nuove linee di codice per ARM contro le 5000 dedicate alle novità per x86. La situazione merita un certo ordine e le possibili evoluzioni delle nuove piattaforme ARM giustificano qualche sforzo in più rispetto al passato, anche se tra i possibili rischi da non sottovalutare c'è quello di un generale appiattimento del codice con la perdita di specifiche ottimizzazioni.

Soluzioni come Raspeberry PI hanno confermato l'interesse e le potenzialità che possono avere anche piattaforme low-cost con ARM. Guardando poi alle soluzioni Windows RT e alla possibilità di installare linux su tablet o smartphone low cost la semplificazione promessa diviene interessante.

Il Kernel 3.7 dovrebbe garantire supporto a cinque macrofamiglie di processori, in particolare ai SoC Altera che comprendono anche i diffusi Cortex-A9 utilizzati su prodotti di successo Samsung e non solo. Nell'elenco dei SoC supportati ci sono anche le soluzioni per telefonia picoXcell, i prodotti Armada di Marvell usati in svariati ambiti, o i Calxeda Higbank per server già usati da HPnel progetto Moonshot. Per le operazioni di sviluppo e realizzazione prototipi viene invece supportata la famiglia di SoC ARM Versatile Express.

Minecraft su Windows 8: C'è chi non è d'accordo!

Markus “Notch” Persson, creatore del fenomeno indie Minecraft, torna a esprimere critiche fortemente negative nei confronti di Windows 8 e in particolare del suo nuovo ambiente chiuso di distribuzione di apps e giochi, incentrato sull’uso dei comandi touch e della ex interfaccia Metro.

“Ho ricevuto una email da Microsoft” — scrive Notch sul suo account Twitter — “in cui si propone di aiutare a certificare Minecraft per Windows 8. Gli ho detto di cercare di smettere di rovinare il PC come piattaforma aperta. Preferisco lasciare che Minecraft rimanga fuori da Windows 8 che stare alle regole. Magari riusciamo a convincere un po’ di gente a evitare di passare a Windows 8″.

Critiche molto pesanti, che si uniscono a quelle di altri personaggi dell’industria come Gabe Newell, che però ha motivazioni ben precise: il market parallelo delle apps di Windows 8 va a porsi come diretto concorrente di Steam nella distribuzione di software. Una cosa certamente poco gradita agli interessi commerciali di Valve.

Minecraft è attualmente in vendita su altri market altrettanto chiusi, in cui un importante fetta dei guadagni finisce nelle mani dei gestori. Parliamo di Google Play, l’App Store di Apple e Xbox Live. La differenza sostanziale è che su PC, oltre all’imminente Windows Store (il futuro market delle apps di Windows 8) c’è l’alternativa della distribuzione libera.

Perchè permettere a Microsoft di vendere la sua versione “Metro” di Minecraft rosicchiandone una fetta dei guadagni (Google Play si intasca il 30%), quando Mojang già vende la sua versione senza rimetterci un centesimo? Non conosciamo i termini degli accordi, ma i vantaggi per Notch e la sua Mojang potrebbero essere pari a zero.

L’unico lato negativo potrebbe essere quello dell’assenza di Minecraft dalla nicchia dei tablet Windows RT o Windows 8. Una nicchia che ancora non esiste. Sì insomma, Notch non hai tutti i torti.

Abbiamo anche il video di qualcuno che è riuscito a far partire Minecraft su Windows 8, chissà se Notch è d'accordo...

Secure Boot, il cavallo di Troia di Linux Foundation

La fondazione del kernel FOSS propone una nuova - e potenzialmente definitiva - soluzione al "problema" Secure Boot, un sistema di autenticazione che permetterà di fare il boot da qualsiasi sistema operativo non firmato digitalmente. Roma - Linux Foundation torna sulla questione Secure Boot, la discussa funzionalità di protezione del processo di boot del sistema operativo che Microsoft intende imporre all'industria informatica con la commercializzazione di Windows 8. La soluzione al problema del bootloader autenticato, dice la fondazione, è un pre-bootloader autenticato. L'industria IT - e in particolare la community FOSS - discute da mesi su Secure Boot, sulle implicazioni della nuova funzionalità sul mercato dei sistemi operativi "alternativi" e soprattutto di quelli basati su Linux ma senza un'organizzazione abbastanza visibile da avere voce in capitolo sulla questione. Aziende commerciali come Canonical e Red Hat hanno infatti già proposto le loro rispettive soluzioni all'obbligo di firmare digitalmente il bootloader affinché un sistema operativo diverso da Windows 8 possa avviarsi quando la funzionalità Secure Boot è stata attivata da BIOS/firmware UEFI, e ora la soluzione di Linux Foundation arriva a fornire una "scappatoia" a tutti gli altri. L'organizzazione che tutela il Pinguino ha infatti annunciato una soluzione che, nei fatti, dovrebbe permettere all'ecosistema open source di convivere senza problemi con le restrizioni di Secure Boot e di Windows 8, e cioè un ambiente di pre-boot firmato digitalmente con una chiave concessa da Microsoft. Il compito di questo pre-bootloader sarà avvertire l'utente, chiedendo il consenso prima di procedere e passare il controllo della macchina al bootloader di un sistema operativo qualsiasi: DOS, FreeDOS, ReactOS e distribuzioni Linux "minori" con o senza certificazioni, con il pre-bootloader di Linux Foundation qualunque OS potrà partire senza necessità di curarsi di Secure Boot o delle firme digitali di Microsoft. Anticipando Secure Boot sul tempo. L'obbligo di chiedere il consenso dell'utente rappresenta l'assicurazione che sistemi operativi "malevoli" non potranno prendere il controllo del PC in maniera indiretta.

Microsoft Secure Boot al tappeto grazie a Linux Foundation

La Linux Foundation è pronta a rendere Linux compatibile con il Secure Boot, eliminando uno dei grandi spauracchi per la comunità open source e la diffusione del software libero. Questa tecnologia, che sarà presente su tutti i PC dotati di logo Windows 8, è stata pensata da Microsoft per migliorare la sicurezza in ambito PC. In sostanza il firmware UEFI di ogni nuovo sistema possiederà una particolare firma digitale. Qualsiasi software che vorrà avviarsi insieme al computer, come nel caso di un sistema operativo, dovrà essere dotato del particolare certificato crittografico, altrimenti non funzionerà.
Benché Secure Boot si possa disabilitare, la paura degli utenti Linux è che tale funzione renderà più difficile il corretto avvio di sistemi operativi differenti di quello di Microsoft. Il guru Richard Stallman la vede come una soluzione "illegale", mentre Linus Torvalds non è della stessa opinione. Ecco quindi scendere in campo la Linux Foundation, che sul proprio sito web ha annunciato l'intenzione di offrire una soluzione generale al problema. Il gruppo ha realizzato un pre-bootloader (di cui ha già distribuito il codice sorgente) che non avvierà alcun sistema operativo, ma invece trasferirà il controllo a qualsiasi altro bootloader - firmato o no - in modo che possa avviare un sistema operativo. Per evitare che il Secure Boot intervenga, il bootloader della Linux Foundation presenterà la propria "splash screen" e richiederà all'utente un input prima di procedere con la sequenza di avvio. In questo modo, non potrà essere installato in modo silenzioso e usato per trasferire il controllo a un rootkit all'insaputa dell'utente. "Questo pre-bootloader può essere usato per avviare un installer da CD/DVD, una distribuzione da LiveCD o persino avviare un sistema operativo installato in modalità sicura per qualsiasi distribuzione che sceglie di usarlo. Il processo per ottenere una firma Microsoft richiederà un po', ma quando sarà completo, il pre-bootloader sarà inserito sul sito della Linux Foundation per essere scaricato e usato da chiunque". Come abbiamo visto in passato, gli sviluppatori di grandi distribuzioni (ad esempio SUSE Linux e Ubuntu) stavano già lavorando su una propria soluzione al "problema". L'intervento della Linux Foundation potrebbe essere utile a tante distribuzioni minori e non solo. Insomma, probabilmente il mondo open non risentirà di questa nuova misura di sicurezza, anche se la soluzione è solo temporanea in attesa che si trovi qualcosa di più efficace e meno complesso.

Ubuntu 12.10

Per tutti gli appassionati di Linux e di Ubuntu, il 18 ottobre 2012 uscirà la versione finale di Ubuntu 12.10! Peccato che nel download Canonical ci chieda l'elemosina, ma basta rispondere di no. Buon Download!